Archivio della categoria: realllife

Officina Zoè a la Villette

Officina Zoe a la Villette

Officina Zoe a la Villette

#weareinpuglia

#weareinpuglia

Domenica ho avuto occasione di andare a la Villette per ascoltare un po’ di musica nostrana: suoni terroni di un sud lontano che invia echi di richiamo a latitudini inconsuete. Le temperatur, invece, sono eccezionalemente consone all’evento (si toccano eccezionalmente i 34º).
Eccoci quindi in un parco ben soleggiato fino alle 9 di sera a ascoltare (e ballare) pizziche e tarante dell’ Officina Zoè contaminate da suoni africani. Esperimento ben riuscito quello della fusione che da vita a Taranta nera. Te ne accorgi dai tanti piedi nudi che ballano. Concerto che determina la chiusura della due giorni di promozione culturale pugliese in un parco parigino. Momento buono per promuovere il turismo nostran e che segue i grandi manifesti affissi nelle stazioni metro. Molti parigini aggiungono così un’alternativa alle loro mete turistiche (soprattutto italiane).
Per altri, compreso il sottoscritto, rimane un momento nostalgico  in attesa dei festival agostani sulla

riva del mediterraneo.
Les Pouilles

Se Capodanno si trasforma in una competizione incendiaria

La preparazione del mio primo capodanno parigino passa per la raccolta di informazioni su luoghi e abitudini che descrivono il passaggio al nuovo anno.
Posso dare per certo che non ci saranno fuochi d’artificio in luoghi pubblici, la gente andrà in giro ubriaca per le strade a urlare e scolarsi e lanciare bottiglie (soprattutto sugli Champs Elysée e verso la Tour Eiffel).

Ma se contavo di abbandonare il triste e consueto bollettino di guerra del primo gennaio sul numero di morti e di feriti dai botti (legali e non) non avevo messo in conto che da queste parti c’è un perfetto surrogato: la competizione tra città sul numero di vetture bruciate la notte del 31.
Contrariamente all’anno scorso il ministero dell’interno, Manuel Valls, ha deciso di rendere pubblici i dati con la relativa ripartizione per città.
Dopo aver criticato chi aveva nascosto tali informazioni in passato, il ministro si augura di contare un numero inferiore di autovetture incendiate rispetto agli scorsi anni e di far scattare una specie di competizione  verso la civitlà.
Vedremo tra qualche giorno se i dati riusciranno a dargli ragione.

Links: un articolo in italiano sul Capodanno 2011

@2012TicketAlert: Twitter e i biglietti delle Olimpiadi di Londra

Questa è la storia di “Adam Naisbitt, che voleva comprare i biglietti per andare a vedere la ginnastica con la sua fidanzata…”
Inizia più o meno così l’articolo del WSJ su una delle storie che circolano in questi giorni e che descrivono quanto sia complicato organizzare l’Olimpiade e al stesso tempo aprono gli occhi su quanto la libertà di espressione (anche in un periodo 2.0) è sotto stretto controllo.
Naisbitt, vive a Milton Keynes (a qualche km da Londra) e si occupa di innovazione per le aziende. Quando nota che gli spalti degli eventi londinesi sono vuoti si mette alla ricerca dei biglietti, come il sottoscritto e migliaia di altre persone, e nota subito quanto il sito Ticketmaster sia macchinoso e quanto possa esser difficile trovare il biglietto desiderato.
Io adotto una strategia di basso profilo: frequenti ricerche su twitter per “ticket London2012″ e paginone di tickets.london2012.com tartassato di reload col il tasto F5 in attesa del rilascio di biglietti per i giorni interessati.
Speravo di trovare qualcosa tramite una vendita privata ma anche tramite una probabile (e poi confermata) massiccia rivendita dell’ultimo minuto  dopo i primi giorni di forti critiche verso chi ha gestito la vendita dei biglietti.
Naisbitt fa la stessa cosa ma dopo un po’ intuisce che non è cosa possibile ottenere i biglietti con questo metodo e così mette in piedi un controllo automatizzato che batte a tappeto e a cadenza regolare tutti gli eventi delle Olimpidi per poter avere un alert in tempo reale sulle nuove disponibilità.

Ore 15.55

Il cellulare perde imrovvisamente segnale, è il momento!

Cambio velocemente la sim e dopo pochi minuti il telefono è di nuovo in rete.

La portabilità del numero cellulare è stata compleata senza traumi nella fascia oraria precedentemente annunciata con un sms: da questo momento posso chiamare fissi e cellulari francesi e USA senza alcun limite, ma soprattutto i fissi di 40 paesi (tra cui l’Italia).

Casa è improvvisamente più vicina :)

Qualche minuto e anche internet è di nuovo disponibile (3gb al mese).

Praticamente mi costa meno chiamare da qui che dall’Italia.

Perdersi l’ #IJF12.

Contrariamente a quanto avvenuto negli ultimi anni, questa volta non mi è stato possible esser presente all’International Journalist Festival di Perugia.
Era per me un appuntamento fisso e imperdibile negli ultimi 3 anni. Un rito da compiersi in una primavera (quasi)  sempre molto generosa con i giornalisti e con Perugia. Ero cosciente che il cambiamento di vita che sto affrontando mi avrebbe portato ad alcune privazioni e a una libertà di spostamento limitata in questi primi mesi ma avrei comunque desiderato che questi giorni rimanessero un caposaldo dei miei to do.
Mai avrei immaginato, neanche un mese fa, che questo week end non sarei riuscito a passeggiare per corso Vannucci, sempre di corsa tra un appuntamento in agenda e un altro, tra uno scambio di opionioni casuale mentre si è in fila davanti al Pavone e qualche chiacchera con gli amici.
Amici che quest’anno sono presenti in quantità notevole, soprattutto per via della contaminazione subita: parlo loro dell’IJF non so quante volte e probabilmente, pur di darmi soddisfazione hanno previsto di fare un salto: chi solo il fine settimana, chi dal 25 Aprile approfittando del ponte, chi solo per qualche ora.
Peccato non poter esser color, peccato non poter andare a trovare la mia amica che solitamente mi ospita e con la quale il sabato mattina compiamo un rito di una super colazione casalinga.
L’IJF  è uno degli eventi piu’ coinvolgenti, non solo per i giornalisti ma anche per quel pubblico che è interessato al mondo dell’informazione e che tramite essa cerca di leggere meglio il mondo e gli eventi che continuamente lo modificano.
Quando poi è il sistema dell’informazione a cambiare, come in questo caso, l’entropia è quadratica.
Ad ogni modo, è tale la ‘sofferenza’ che non apro un sito di informazione italiana,  non un blog, non una pagina facebook che mi riporti gli eventi che scorrono in queste ore, una news o una foto del sole che sta illuminando queste giornate.
Detto cio’, rinnovo i soliti ma sempre meritati complimenti ad Arianna per la realizzazione di tutto questo, anno dopo anno il confermare questa manifestazione è una grande sfida.
Mi chiedo, ma si puo’ parlare di sindrome da #IJF o sto semplicemente rosicando?

3 – 37 – 1000+

Si, tre mesi.

Proprio oggi sono 3 mesi!

E sembra un istante, anche se mi volto indietro a contare le settimane e ciò che è successo.
Nonostante di acqua sotto i (37!) ponti ne sia passata tanta.
Soprattutto considerando quanto ha piovuto durante quest’estate.

Ma non una parola avevo scritto finora, nè in privato nè tantomeno in pubblico.

E’ come se non riuscissi a fermare un istante, un solo momento o una sola impressione usando il testo.

In compenso ho evernote pieno di bozze e appunti che ho preso compulsivamente: dalla via dove si trovano solo creperie bretoni, alle coordinate geografiche del punto panaramico più affascinante.
Ma gli appunti non si fermano qui: ci sono i to-do, gli orari di apertura dei luoghi da vedere, la lista dei musei gratuiti la prima domenica del mese, il calendario delle mostre e degli eventi…

Troppe cose e manca sempre il tempo necessario a curarle tutte.

Per fortuna ci sono le foto, sembrano nate proprio per cogliere l’attimo!
Non mancano, anzi abbondano e sono migliaia.
Tutte rigorosamente ancora private: richiedono anche loro troppo tempo perchè possano esser riviste e pubblicate.

Ma, questa volta, l’eccezione, oltre ad esser richiesta, è d’obbligo:

Coucher de soleil - Tour Eiffel - 14 Juillet

Coucher de soleil - Tour Eiffel - 14 Juillet

Ah, aggiungo l’immancabile promessa del blogger pigro: “proverò a scrivere più spesso!” :p

Luttazzi – ‘Va dove ti porta il clito’

In realtà è andata così:

Ho riso i primi minuti, poi la serie interminabile di freddure condite da volgarità a tratti veramente gratuite hanno iniziato a stancarmi.

Dal riso, son passato al sorriso, per finire alla noia passando per l’indifferenza.

Mi aspettavo qualcosa di più elaborato (passatemi il termine) anche perché ho notato, ancora meglio di come lo si possa fare attraverso la tv,  la sua capacità scenica. Spazialità, posizione del corpo, gestione della voce e canto di notevole caratura.. riesce a trasmettere concetti buffi e stati d’animo con un semplice rapido gesto.

Ieri ho visto Luttazzi in ‘Va dove ti porta il clito’ al Teatro Olimpico di Roma

Niente di che.

Staz. Termini senza carrelli

Ma che fine hanno fatto i carrelli per i bagagli?
Non se ne trova uno in tutta la stazione.

Le parole di Obama.