Présidentielle France 2012

In queste ore in Francia si sono aperti i seggi e i francesi si stanno recando alle urne per votare il presidente della Repubblica.
Ne approfitto per raccontarvi il mio piccolo tour da spettatore non votante ai meeting di questi giorni dei principali candidati a questo turno elettorale.
Domenica scorsa Francois Hollande e Nicolas Sarkozy hanno organizzato alla stessa ora e in due piazze diverse, il loro incontro parigino con i votanti.
Hollande
Non essendo dotato di poteri soprannaturali ho dovuto scegliere tra i due leader e sono andato a vedere il candidato del PS e con la scusa ho conosciuto una parte di città a me ancora ignota: il castello di Vincennes, a est di Parigi.
La capienza della piazza era notevole, più o meno come piazza San Giovanni a Roma.
Lo spazio era riempito da migliaia di persone ma non era gremito come potrebbe sembrare dalle foto. Da metà in poi si stava molto larghi.
La percezione che ho avuto in piazza del discorso è stata molto sempliciotta: poco politico e molto populista.
Sono rimasto colpito dalla “lista della spesa” che Hollande ha proposto. Sembrava poter affermare di esser il risolutore di tutti i mali: del paese, dell’Europa e del mondo intero.
Come ripetuto ai miei conoscenti nei giorni seguenti, sembrava mancare solo la proposta di risolvere la fame nel mondo.
Non è arrivato a tanto ma non ha neanche accennato alla possibilità di vincere la guerra contro i tumori, come fece qualcuno di mia conoscenza qualche anno fa.
Durante le fasi iniziali del discorso ha raccontato parte della sua storia politica, di come abbia avuto un ruolo spesso di secondo piano e di come oggi “sente” che sia il suo momento, che sia lui l’uomo giusto. Per rafforzare emotivamente questo passaggio, sui maxischermi apparivano foto di un Hollande più giovane in compagnia di politici storici e rappresentativi del PS. Spesso queste foto erano in bianco e nero, forse volutamente trasformate in bianco e nero, proprio a sottolineare la storicità della presenza di Hollande all’intermo del PS.
Un segno di debolezza secondo me, come se le sue parole non bastassero, e fosse necessario dimostrare all’elettorato che la sua appartenenza al partito sia certificata.
Nonostante tutto questo in molti continuano a pensare che il candidato legittimo per sfidare Sarkozy avrebbe dovuto essere DSK e che la presenza di Hollande è solo di ripiego.
Ho notato anche che, come Walter Veltroni, non ha mai nominato l’avversario diretto.
I temi toccati dal discorso sono stati:
percorso personale > fallimento dell’attuale presidenza > unità del paese > creazione di 60k posti pubblici > creazione di 150k posti nel privato > contratto tra generazioni > tasse > controllo sulla finanza > pensione a 60 anni >appello al voto > richiamo nazionalista.
Un quadro dettagliato di Francois Hollande è uscito sul NYTMagazine, la traduzione in italiano è uno degli articoli di copertina di Internazionale di questa settimana.
Di seguito un word cloud del discorso di Francois Hollande.
 Wordle: Hollande 2012 Paris Vincennes
Mediaticamente, Hollande è supportato da un piccolo efficiente esercito che sostiene la campagna, il sito è molto curato ed efficace. I profili dei social network sono stati molto attivi e usati sapientemente dai primi giorni della campagna delle primarie.

Sarkozy

A distanza di qualche chilometro, Sarkozy aveva preparato un intervento forte con l’intento di recuperare il distacco di 4/5 punti che in tutti i sondaggi lo separavano dal leader del PS.
La piazza era popolata ma anche qui sembra non ci siano state folle oceaniche, solo tanta buona tecnica per far apparire molte più persone di quelle che in realtà erano presenti.
L’attuale presidente carica i francesi di responsabilità sulla scelta, li riconosce come fautori del destino della storia francese, rafforzando il messaggio richiamando continuamente gli eventi storici più imporanti.
Il richiamo nazionalistico è un elemento comune nei discorsi di tutti i candidati.
Questo richiamo alla “maggioranza silenziosa” (esclusa dai sondaggi secondo Sarkozy) dura tanto, almeno metà del discorso e lo si potrebbe riassumere cosi: “voi siete la Francia, voi dovete scegliere il meglio e avete la possiblità di farlo, allora dovete scegliere me..” In tutto questo dimentica di spiegare il perchè, e soprattutto di spiegare perchè dopo 5 anni si trova su un palco a promettere invece di elencare i successi ottenuti nel percorso degli ultimi anni.
Promette di metter mano al trattato di Schengen e chiudere le frontiere, di voler rivedere il ruolo della BCE soprattutto alla luce della crisi e di applicare un protezionismo che tuteli le aziende francesi.
Chiude infine con un appello alle identità francesi e rivolgendosi ancora alla massa silenziosa.
Il tono verbale utilizzato è molto forte, molto più urlato e penetrante di Hollande.
Di seguito un word cloud del discorso di Nicolas Sarkozy:

Wordle: Sarkozy 2012 Concorde

Marine Le Pen
Il meeting di Parigi si è tenuto allo Zenith, un palazzetto in un bel parco cittadino a nord-est di Parigi in un quartiere proletario.
Circa seimila i presenti. Il pubblico era composto da molte famiglie e anziani ma sopprattutto da tantissimi giovani tra i 20 e i 35 anni. Molti gli impiegati che sono arrivati direttamente dagli uffici.
Mi aspettavo di trovare molti militanti di estrema destra e invece ho assistito ad un piccolo show di populismo e celodurismo (in stile Lega Nord)Gli argomenti di Marine Le Pen sono noti, chiusure delle frontiere, controllo serrato dell’immigrazione regolare ma soprattutto clandestina proveniente dall’est europa e dal nord Africa, protezionismo forte nei confronti del mercato francese con l’introduzione di dazi e immediata uscita dall’euro. In breve: “la Francia è forte e può esser autonoma, e deve cercare di limitare il consumo delle sue risorse dedicandolo esclusivamente ai francesi.” Propone di attivare un canale preferenziale per le assuzioni e se gli immigrati rimanessero senza lavoro per tre mesi, dovrebbero esser costretti a tornare a casa.
Come anticipato, più che un comizio era uno show populistico: la leader del Fronte Nationale è stata interrotta piû volte da cori da stadio che inneggiavano alternativamente alla destra che avanza, all’affermazione del loro diritto di tutelare il territorio francese da invasioni di immigrati e cosi’ via. Il coro più forte era “On est chez nous! On est chez nous! (“Siamo a casa nostra, questo è territorio nostro!”) urlato da tutto il palazzetto.
Ad ogni modo Marine sembra aver recuperato terreno nelle ultime settimane, soprattutto a scapito di Sarkozy, sfruttando le paure di un popolo che vede crescere il numero dei disoccupati e le difficoltà di trovare lavoro.
Altra cosa da non trascurare è che Marine è donna e come tale è percepita molto più forte in un paese nel quale ancora permangono differenze salariali evidenti tra i due sessi. Questo le permette di esser affascinante per uomini in quanto dura e per le donne che riversano su di lei una sorta di un desiderio di riscatto.
Melenchon
Il candidato della Gauche ha dato appuntamento al parco delle esposizioni a sud ovest di Parigi.
Dopo aver varcato il cancello di ingresso e prima di entrare nell’enorme padiglione noto che qui prima di parlare di politica se magna. Quindi via libera a baguette farcite di salsiccia e altre cibarie locali, vino rosso in quantità e poi tutti nell’enorme struttura del padiglione numero uno: 51mila metri quadri di spazio riempiti solo parzialmente dal pubblico presente ma più che sufficienti a non far creare una percezione di vuoto.
Almeno 5 maxischermi per dare possibilità a tutti di seguire cosa accade sul palco perchè la struttura è pianeggiante e il palco risulta veramente lontanissimo per chi arriva all’ultimo momento.
Per i più rapidi e avanti con gli anni c’erano anche a disposizione file interminabili di sedie per dar loro la possibilità di seguire comodamente il tutto, magari continuando a metter sotto i denti qualcosa.
Il clima è molto simile a quello vissuto allo Zenith: qualcosa che assomiglia ad uno stadio. Tifo e poco altro. Cori fatti di Buuu nel momento in cui è nominato uno o più avversari politici e di inneggianti Resistance!Resistance! nel momento in cui si fa accenno ad una sinistra in crescita o che guadagna punti.
Anche qui, come per le Pen, la crescita sembra confermata dai numeri. Gli organizzatori dichiarano 65mila presenze. In realtà dovrebbero esser molte di meno ma sicuramente almeno tre o quattro volte i seimila presenti a vedere Marine Le Pen.
I numeri non mancano neanche nelle proposte elettorali: salario minimo a 1700 euro (contro il 1000 attuali), possibilità di andare in pensione di nuovo a 60 anni, meno potere e ricchezza alle banche e tetti ai salari massimi nel privato per limitare i guadagni dei supermanager.
Il pubblico risponde alle incitazioni ed è scena già vista: cori, cori e ancora cori e il discorso cosi’ risulta molto spezzettato e lungo.
 In conclusione
Sono elezioni importanti perchè la politica di questo paese è al centro di delicati equilibri con la Germania e l’intera Europa. La situazione di difficile crisi economica in cui si trova l’Europa non lascia molte possibilità di errore e la vittoria di un candidato debole non aiuterebbe nessuno.
Hollande sembra non convincere moltissime persone ma potrebbe raccogliere il voto scontento di chi non vuole votare di nuovo Sarkozy che si è dedicato ad una fascia ben ristretta di popolazione e che si presenta alle nuove elezioni solo con delle promesse nononstante abbia alle spalle il quinquennio appena trascorso.
I due leader dei fronti più ‘estremi‘ non hanno quasi nulla da perdere e cosi’, chi da un lato e chi dall’altro, hanno rubato punti di consenso ai due partiti maggiori. Le similitudini sul piano comunicativo tra i due Fronti sono nette, entrambi si sentono incaricati dal popolo di ristabilire una linea di condotta ben precisa per una Francia che oggi appare un po’ smarrita e che teme un’astensione alta che potrebbe portare ad ottenere alcune soprese che possano rivoluzionare nel risultato la costanza dei sondaggi delle ultime settimane.

Un pensiero su “Présidentielle France 2012

  1. Jamila

    Lucida analisi, grazie Domenico. Dev’essere stato molto interessante partecipare e analizzare i comizi finali dei principali candidati.

    Io penso che il voto di ieri abbia confermato il crollo di consenso per chi ha governato fino ad oggi e l’inizio dell’avanzata dei partiti più estremismi. Questa è certamente una reazione alla crisi economica e sociale che tutta l’Europa sta vivendo.

    I veri sconfitti di questo primo turno sono i centristi.

    I giochi sono ancora apertissimi. Basta leggere le ultime dichiarazioni di Marine Le Pen, vero ago della bilancia per il secondo turno. La candidata del Front National ha dichiarato che Sarkozy et Hollande “sont sur la même ligne”. Sappiamo che questa dichiarazione è utile a sparigliare le carte per questi ultimi 15 giorni di campagna elettorale, ma da chiaramente l’idea che la Le Pen desideri far comprendere ai due candidati quanto la sua forza determinerà le prossime decisioni della politica economica e sociale francese.

    Come si dice, chi vivrà vedrà.

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