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Macron speciale su Tf1 e oggi su Sky Italia

Il lunedì successivo alla giornata elettorale che ha decretato l’elezione del nuovo presidente della repubblica francese Emanuel Macron, uno dei principali canali tv privati (TF1) ha mandato in onda uno speciale sull’elezione. È un documentario che racconta l’intera campagna elettorale.

Il formato è inedito, le immagini sono spettacolari, il montaggio crea ritmo ed emozioni.

È andato in onda meno di 24 ore dal il discorso al Louvre e contiene i momenti topici e inediti della sera prima. Un lungo backstage durato mesi e che naturalmente evolve fino alla passeggiata al palco sotto alla piramide del museo.

La sera precedente (domenica sera) durante la maratona elettorale ogni tanto appariva lo spot dello speciale.

È un conferma del fatto che la politica è sempre più spettacolo?

Me lo domando perché il personaggio rappresentato è cariamatico e fortemente televisivo. Ed è un modo sicuramente adatto ai tempi di conoscere un presidente eletto.

Queata sera (sabato 12 Maggio) verrà trasmesso in Italia da Sky e consiglio di vederlo perché magari rivedremo presto lo stesso formato in Italia.

Non so ancora se sarà doppiato o solo sottotitolato.

Mi chiedo però se TF1 ha seguito solo Macron. Perché un eventuale documentario su Le Pen sarei curioso di vederlo (senza che finisca necessariamente con la sua vittoria). E ne guarderei uno anche su Mélenchon.

Sarebbero stati raccontati con la stessa enfasi e la stessa intenzione di sedurre la nazione con l’immagine del nuovo presidente?

Si tenga conto che TF1 in passato è stata accusata di esser sostenitrice della destra e di manipolare l’informazione per favorire un candidato.

Il suo documentario è neutro? O Macron era il candidato di Tf1?

Elezioni municipali francesi 2014/ primo turno

    il FN di Marine Le Pen avanza molto rispetto all’ultimo turno. La leader del FN annuncia la fine del duopolio PS-UMP. Il FN ha conquistato una città al primo turno e si presenta in oltre 200 città al ballottaggio.
    La sinistra arretra considerevolmente. Il malessere e l’insoddisfazione verso il governo di Hollande si manifestano concretamente in questa votazione locale.
    L’astensionismo aumenta: é intorno al 35%. Molte persone si dichiarano orgogliose di non esser andate a votare, rimangono interessate alla politica ma non sono soddisfatte dei contenuti, delle persone ma soprattutto delle azioni intreprese e dei progetti proposti negli ultimi anni. Da notare che la percentuale non si calcola sugli aventi diritto ma su coloro che sono registrati alle liste elettorali: 44 milioni di elettori potenziali.
    La voce comune che si ascolta da sinistra è un appello corale agli astenuti per scacciare lo spettro dell’estrame destra. Come se avessero dato per scontato che tutti gli astenuti fossero di sinistra o come se i voti che mancano sono solo quelli degli elettori assenti. Per ora, nessuno pubblicamente si pone il problema che molti elettori non li votano più e siano andati verso la destra. Praticamente nei suoi comunicati, il PS si propone come “male minore” rispetto alla destra che avanza.
    FN e UMP, per ora, non si accordano su un supporto reciproco al secondo turno. Non si escludono rare eccezioni da valutare caso per caso.
    La poltrona di Parigi non è affatto decisa. La gauche è avanti nei due quartieri decisivi (più popolosi) ma nel conto complessivo l’UMP è avanti di un punto secondo le proiezioni. Unica certezza: si fa sempre più vicino un sindaco donna.
    Complessivamente il 46%dei voti va alla destra, il 37% alla sinistra