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Macron speciale su Tf1 e oggi su Sky Italia

Il lunedì successivo alla giornata elettorale che ha decretato l’elezione del nuovo presidente della repubblica francese Emanuel Macron, uno dei principali canali tv privati (TF1) ha mandato in onda uno speciale sull’elezione. È un documentario che racconta l’intera campagna elettorale.

Il formato è inedito, le immagini sono spettacolari, il montaggio crea ritmo ed emozioni.

È andato in onda meno di 24 ore dal il discorso al Louvre e contiene i momenti topici e inediti della sera prima. Un lungo backstage durato mesi e che naturalmente evolve fino alla passeggiata al palco sotto alla piramide del museo.

La sera precedente (domenica sera) durante la maratona elettorale ogni tanto appariva lo spot dello speciale.

È un conferma del fatto che la politica è sempre più spettacolo?

Me lo domando perché il personaggio rappresentato è cariamatico e fortemente televisivo. Ed è un modo sicuramente adatto ai tempi di conoscere un presidente eletto.

Queata sera (sabato 12 Maggio) verrà trasmesso in Italia da Sky e consiglio di vederlo perché magari rivedremo presto lo stesso formato in Italia.

Non so ancora se sarà doppiato o solo sottotitolato.

Mi chiedo però se TF1 ha seguito solo Macron. Perché un eventuale documentario su Le Pen sarei curioso di vederlo (senza che finisca necessariamente con la sua vittoria). E ne guarderei uno anche su Mélenchon.

Sarebbero stati raccontati con la stessa enfasi e la stessa intenzione di sedurre la nazione con l’immagine del nuovo presidente?

Si tenga conto che TF1 in passato è stata accusata di esser sostenitrice della destra e di manipolare l’informazione per favorire un candidato.

Il suo documentario è neutro? O Macron era il candidato di Tf1?

Macron, président !

1. Macron, président !

Eletto con piu del 66% dei voti. bene, molto bene. Ma non benissimo.

Affluenza bassa e molte schede nulle permettono un’importante vittoria relativa ma appena il 43% dei francesi aventi diritto e iscritti alle liste elettorali gli da il voto.

Il pericolo di vedere il Front National all’Eliseo è scampato ma il quadro politico non è ancora definitivo.

Ora ha la grande opportunità di creare un movimento catalizzatore di forze moderate ma non deve sbagliare nulla. A cominciare della nomina del primo ministro nei prossimi giorni. Sarà di destra, sinistra o non apparterrà a nessuno dei due grandi partiti sconfitti in queste elezioni?

Le legislative che definiranno la composizione del Parlamento si svolgeranno fra appena 6 settimane. E un parlamento debole non permetterebbe di andare molto lontano. Nell’esagono come in Europa.

Ieri sera nel suo discorso ha provato a unire e tutta la nazione, a colmare la spaccatura tra le città e le aree periferiche che queste elezioni sottolineano chiaramente: Una Francia unita per un’Europa unita.
2. Marine

prende 11 Milioni di voti. Il doppio del padre nel 2002 (5.5 Milioni). Si autoproclama rappresentante del popolo (lasciando intendere che Macron non lo è veramente). Si autoproclama anche prima forza di opposizione ma non è detto che lo sia alle legislative.

Forte del suo zoccolo duro di elettori, farà cambiare nome al partito per alleggerire l’eredità che si porta dietro.

Tra primo e secondo turno guadagna oltre 4 milioni di voti. Provenienza? Molti repubblicani, e elettori di Mélenchon. Nel 2012 Sarkozy ne aveva guadagnato più di 7 tra primo e secondo turno. Idem per Ségolène Royal nel 2007.
3. Numeri

Schede bianche e nulle (8%) sommate al totale degli astensionisti di questo secondo turno (piu del 25%) formano un gruppo corposo (34%) della base elettorale che non si è espresso per uno dei due candidati in questo secondo turno.

Marine Le Pen raccoglie “solo” il 22% dei voti di tutti gli elettori aventi diritto, arrivando dietro il fronte degli astensionisti.

Questo gruppo elettorale tornera a votare Repubblicani, Socialisti o Mélenchon ?
La partita è aperta tra questi 5 gruppi e nonostante la grande festa di ieri è dura prevedere come possa andare a finire tra un mese e mezzo.

Sicuramente ieri è stata sancita la fine del bipolarismo e dell’alternanza che accompagnava la quinta Repubblica francese.

Elezioni municipali francesi 2014/ primo turno

    il FN di Marine Le Pen avanza molto rispetto all’ultimo turno. La leader del FN annuncia la fine del duopolio PS-UMP. Il FN ha conquistato una città al primo turno e si presenta in oltre 200 città al ballottaggio.
    La sinistra arretra considerevolmente. Il malessere e l’insoddisfazione verso il governo di Hollande si manifestano concretamente in questa votazione locale.
    L’astensionismo aumenta: é intorno al 35%. Molte persone si dichiarano orgogliose di non esser andate a votare, rimangono interessate alla politica ma non sono soddisfatte dei contenuti, delle persone ma soprattutto delle azioni intreprese e dei progetti proposti negli ultimi anni. Da notare che la percentuale non si calcola sugli aventi diritto ma su coloro che sono registrati alle liste elettorali: 44 milioni di elettori potenziali.
    La voce comune che si ascolta da sinistra è un appello corale agli astenuti per scacciare lo spettro dell’estrame destra. Come se avessero dato per scontato che tutti gli astenuti fossero di sinistra o come se i voti che mancano sono solo quelli degli elettori assenti. Per ora, nessuno pubblicamente si pone il problema che molti elettori non li votano più e siano andati verso la destra. Praticamente nei suoi comunicati, il PS si propone come “male minore” rispetto alla destra che avanza.
    FN e UMP, per ora, non si accordano su un supporto reciproco al secondo turno. Non si escludono rare eccezioni da valutare caso per caso.
    La poltrona di Parigi non è affatto decisa. La gauche è avanti nei due quartieri decisivi (più popolosi) ma nel conto complessivo l’UMP è avanti di un punto secondo le proiezioni. Unica certezza: si fa sempre più vicino un sindaco donna.
    Complessivamente il 46%dei voti va alla destra, il 37% alla sinistra

Elenco candidati Senato 2013 – Circoscrizione Estero – Ripartizione Europa

 

Schede Elettorali 2013 - Estero Europa

Con l’arrivo in questi giorni delle schede elettorali via posta, si apre per gli italiani all’estero una scelta non solo di simboli ma anche di nomi.
Gli iscritti all’AIRE, a differenza dei connazionali residenti in Italia, hanno la possibilità di indicare non solo il simbolo ma anche una o due preferenze in relazione alla circoscrizione di appartenenza.
Ad esempio nella ripartizione Europa se ne possono indicare fino a due su ciascuna scheda.

Ovviamente per questioni pratiche, economiche e di tempo i candidati non riescono a raggiungere fisicamente gli elettori disseminati su territori molto vasti e alla tv nazionale non c’è spazio sufficiente che permetta ai candidati di presentarsi ai loro potenziali elettori.

Assieme alle schede elettorali è arrivato l’elenco dei candidati, stesso ordine:

Rivoluzione Civlie Ingroia: Cabrelli Bruno, Cataldo Cala, Falcone Salvatore, Betta in Pedrazzoli Alessandra
Partito Democratico: Micheloni Claudio, Carozza Elio, Rizzotti Cristina, Vellini Massimiliano
Il Popolo delle libertà – Centrodestra italiano: Fantetti Raffaele, Catalano Vincenzo, Ceresa Giuseppe, Mirabelli Grazia
Movimento 5 Stelle – beppegrillo.it: Sotiriou Nadia, Quinterno Loredana, Calissi Daniele, Folgieri Ercole
Fare per Fermare il Declino: Merluzzi Claudio, Urbani Marcello
Partito Comunista: Pugliese Francesco Maria, Montesi Maria Antonella
Con Monti per l’Italia: Di Biagio Aldo, Billé Luigi, Daré Maria

Ovviamente non ho idea di chi siano queste persone.

Ancora una volta quindi, internet diventa lo strumento migliore per informarsi e effettuare scelte più consapevoli.

Principalmente per un bisogno personale ho quindi raccolto alcuni link (siti personali, di partito, pagine facebook, account twitter e qualche pagina openpolis)  sui candidati del Senato per cercare di saperne di più su questi cognomi a me totalmente sconosciuti.

Condivido volentieri il file sperando possa esser utile ad altri in queste ore di scelta.

Buon voto!

Candidati Senato 2013 – Circoscrizione Estero – Ripartizione Europa