Anche questa volta ci è mancato poco. In vantaggio per una buona parte del match e con due mete all’attivo ci si credeva un più di un po’. Invece, l’andamento del match ha seguito la solita curva e così a partire dal 15′ del secondo tempo abbiamo iniziato a soffrire, e questa volta il miracolo non è avvenuto.
La causa del crollo, fisico e psicologico, la si identifica facilmente nella meta di Hodgson che apre la strada al recupero degli inglesi.
A conclusione del match, rimane da segnalare:
- L’Italia continua a non avere avere un calciatore degno di tale nome. La palla va fatta passare in mezzo ai pali ad ogni occasione e la statistica di questo match è impietosa (2 su 6).
- Il pubblico ha dato un forte segnale. Oltre 50mila persone nonostante il clima non sono da ignorare, e gli inglesi erano di meno rispetto al solito.
- Il pubblico italiano continua a fischiare sui calci di punizione degli avversari
- La proposta di matrimonio durante l’intervallo meritava una Ola tutta sua
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